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9 festività invernali che probabilmente non conoscete

In inverno arriva il Natale, ma non solo.
9 festività invernali che probabilmente non conoscete

Dicembre, in Italia e in gran parte del mondo occidentale, significa Natale. Ma non c’è solo il Natale: ci sono molte altre feste invernali nel mondo, che a volte coincidono con il periodo natalizio e a volte no. Non sono molto conosciute ed è davvero un peccato, perché sono davvero affascinanti. Per esempio: cosa si fa in occasione di Hanukkah? Cosa significa Diwali? Chi festeggia Kwanzaa? Scoprite 9 festività culturali e religiose che si celebrano in giro per il mondo alla fine dell’anno: quante di queste vi suonano familiari?

Feste invernali nel mondo: quali sono e in cosa consistono

1. Hanukkah

Cos’è: Hanukkah (conosciuta anche come Chanukkah, Chanukka, Festa delle luci o dei lumi o, in ebraico, חֲנוּכָּה) è una festa ebraica che dura otto giorni. Hanukkah (che in ebraico significa “dedica”) celebra la riconsacrazione del Secondo Tempio di Gerusalemme nel 165 a.C. Senz’ombra di dubbio è una delle feste invernali nel mondo più conosciute e celebrate.

Nell’anno 164 a.C. un gruppo di ribelli ebrei, i Maccabei, riprese il controllo sul Tempio sottraendolo ai precedenti dominatori ellenistici. In base al resoconto del Talmud (il testo centrale del giudaismo e la principale fonte della legge religiosa giudaica), nel tempio devastato fu ritrovato soltanto un recipiente contenente dell’olio. La quantità era sufficiente a far bruciare la lampada del tempio per un solo giorno, ma per miracolo bruciò otto giorni ed otto notti.  Così la storia di Hanukkah è diventata un motivo per credere nei miracoli. 

Chi lo festeggia e dove: Persone di fede ebraica da tutto il mondo  

Quando si festeggia: Inizia sempre il 25esimo giorno di kislev, ossia il terzo mese del calendario civile o il nono mese del calendario religioso ebraico. Se ci rifacciamo al calendario gregoriano, solitamente Hanukkah cade a novembre o dicembre.

Come si festeggia: Solitamente Hanukkah si festeggia a casa con la famiglia e/o gli amici. Ci si incontra al calar del buio, si accendono le candele di Hanukkah, un candelabro con nove candele, si cantano canzoni e si recitano benedizioni. L’Hanukkah viene collocato in un posto ben in vista davanti alla casa o a una finestra. Normalmente c’è una candela posta più in alto o più in basso rispetto alle altre e viene usata per accendere le altre otto candele. Questa candela viene chiamata schamasch (in ebraico: שַׁמָּשׁ, “servitore”). Ogni notte lo schamasch accende una nuova candela, fino a che, l’ultima notte della festa, non vengono accese tutte e otto le candele insieme.

Durante i festeggiamenti di Hanukkah si cantano una serie di canti tradizionali di Hanukkah e si gioca con il dreydl. Quest’ultimo è una trottola di legno, che ha una lettera ebraica stampata su ogni lato. Ogni lettera è l’abbreviazione di una parola ebraica: נס גדול היה שם (Nes Gadol Haya Sham, “un grande miracolo è accaduto lì”). Per ricordare il ruolo speciale dell’olio nel miracolo di Hanukkah, vengono mangiate pietanze cotte nell’olio, come i latkes (frittelle di patate) e i sufganiyot (simili ai bomboloni).  

Espressioni di augurio:

  • Chanukka sameach! (“Buona Hanukkah!”)
  • Chag Chanukka Sameach! (“Buona festa delle luci!”)
  • Chag sameach! (“Buona festa!”)

2. Kwanzaa

Cos’è: Al contrario di gran parte delle feste invernali nel mondo nominate in questo articolo, Kwanzaa è una festività laica, che si può paragonare ad esempio alla festa di ringraziamento per il raccolto celebrata in Germania, ideata nel 1966-1967 dall’attivista del movimento Black Power Maulana Karen. Kwanzaa viene dall’espressione matunda ya kwanza, che in swahili significa “primi frutti”.  Si tratta di un ringraziamento alla natura e agli antenati ed è pensato per promuovere un senso di comunità e di coesione.

Chi lo festeggia e dove: I membri della diaspora africana, soprattutto negli Stati Uniti

Quando si festeggia: Ogni anno, dal 26 dicembre al primo gennaio

Come si festeggia: In ciascuna delle sette notti delle festività di Kwanzaa, si accende una candela nel kinara, un candeliere: tre sono verdi, tre rosse e una nera. Questi colori dovrebbero rappresentare l’Africa. Durante le celebrazioni di Kwanzaa il nero rappresenta il popolo, il rosso la sua lotta e il verde il futuro e la speranza. I singoli giorni hanno inoltre i loro temi specifici, chiamati anche i sette principi di Kwanzaa (Ngzuo Saba):  unione/unità (umoja), autodeterminazione (kujichagulia), responsabilità e collaborazione (ujima), condivisione (ujamaa), determinazione (nia), creatività (kuumba) e fede (imani). 

I sette princìpi corrispondono a sette simboli.  Durante le celebrazioni, c’è una stuoia di paglia (mkeka) appoggiata su un tavolo, coperta da un panno di kente o di un altro tipo di tessuto africano. La mkeka rappresenta il fondamento della cultura e la storia. Il kinara (“candelabro”) posto su di essa rappresenta il legame con gli antenati ed è quindi un simbolo delle radici. Le mischumaa saba (“sette candele”) sul candelabro sono i sette princìpi. Il mazao (“raccolto”) sotto forma di frutti è la ricompensa per i meriti comuni e il muhindi (Mais) rappresenta i bambini e il futuro. Sul mkeka si trova anche il kikombe cha umoja (“coppa dell’unità”). La coppa rappresenta il principio essenziale dell’unità, che rende possibile tutto il resto. L’ultimo simbolo sono gli zawadi (“regali”), che rappresentano il lavoro e la crescita. Ulteriori simboli sono la bandiera nera-rosso-verde e un poster dei sette princìpi di Kwanzaa. 

Espressioni di augurio:

  • Soprattutto negli Stati Uniti: Happy Kwanzaa (“Felice Kwanzaa!”).
  • Molti si salutano anche con l’espressione Habari gani? (ossia, in swahili, “cosa c’è di nuovo?”); si risponde con il principio di Kwanzaa di quel giorno (ad esempio Umoja il 26 dicembre).

3. Diwali 

Cos’è: Diwali, tra le feste invernali nel mondo, è quella che forse ha meno bisogno di prenotazione. Per chi non la conoscesse, Diwali è una festa delle luci che dura cinque giorni, celebrata da milioni di induisti, sikh e giainisti. In sanscrito, il nome Dipavali (दीपावलि dīpāvali) significa “catena di luci” o “fila di lampade accese”“ (unione di दीप dīpa”luce”e आवलि āvali “fila”). Nella lingua del Nord dell’India, il nome è stato abbreviato in Diwali. Diwali è la festa dei nuovi inizi. Si celebrano il trionfo del bene sul male, della luce sulle tenebre e anche Lakshmi, la dea della sorte e dell’abbondanza. La festa ha un grande significato dal punto di vista spirituale e sociale e, dato il suo carattere gioioso, viene spesso paragonata al Natale. 

Chi lo festeggia e dove: Diwali si festeggia in India, Sri Lanka e Nepal come anche in altri paesi in cui è diffuso l’induismo (Fiji, Singapore, Sud Africa, Mauritius…) e dai membri della diaspora indiana.

Quando si festeggia: Diwali inizia sempre il quindicesimo giorno del mese del calendario induista chiamato Kartik (alla fine di ottobre/inizio di novembre), con la luna nuova. Dato che l’ora locale specifica per la luna nuova dipende dalla longitudine e dal fuso orario, è possibile che, nell’India occidentale, in Europa o in America, si festeggi Diwali un giorno più tardi rispetto all’India orientale. 

Come si festeggia: La festa viene celebrata in modi diversi nelle varie parti del subcontinente indiano, con molteplici usanze e diversi riferimenti mitologici. I festeggiamenti di Diwali durano massimo cinque giorni, durante i quali si seguono le tradizioni più varie. Tra queste, ad esempio, la pulizia della casa, lo smaltimento degli oggetti inutilizzati, l’installazione di lampade ad olio nei negozi, nelle case o nelle strade, i tributi alla dea Lakshmi, l’uso di abiti più nuovi o in migliori condizioni e l’illuminazione delle strade con i fuochi d’artificio. Inoltre, durante Diwali si regalano e si mangiano dolci come nankhatai (biscotti al cardamomo) e laddoos (un tipo di pralina) al cocco.

Espressioni di augurio:

  • दीपावली की हार्दिक शुभकामनाएं (hindi); Happy Diwali! (“Felice Diwali!”)

4. La festa di Santa Lucia

Cos’è: La festa di Santa Lucia (in svedese Luciatåg), nei paesi nordici, è parte integrante delle feste invernali. Viene celebrata anche in Sicilia, a Siracusa, città di cui la santa è patrona. Mescola tradizioni cristiane e pagane e celebra sia la festa cristiana di santa Lucia che il solstizio d’inverno. La festa di santa Lucia ricorda la martire Lucia di Siracusa, che si dice abbia portato da mangiare ai cristiani che si nascondevano nelle catacombe, illuminando il cammino con una corona di candele.  Con la festa di santa Lucia e le usanze legate ad essa si vuole portare gioia e luce nei giorni bui dell’anno che volge al termine. 

Chi la festeggia e doveAnche se la festa svedese è quella più nota, ci sono celebrazioni anche in Danimarca, Norvegia, Finlandia. Si festeggia anche, in maniera diversa, a Siracusa, in Sicilia, e in alcune zone del Nord Italia, in particolare Piacenza, Reggio Emilia, Cremona, Brescia, Bergamo, Mantova, Verona e Udine.

Quando: il 13 dicembre, il giorno di santa Lucia.

Come:  In Scandinavia la festa consiste in dolcetti invernali e una processione di persone che cantano e portano candele, abbigliate con delle tuniche.  Le processioni del Luciatåg vengono trasmesse sulla tv nazionale e possono essere viste presso le istituzioni di tutto il paese.  In alcune comunità la processione attraversa case di riposo, ospedali e ospizi, per portarvi la luce. 

La caratteristica distintiva di Lucia è la corona di candele sulla sua testa, mentre i servitori di solito indossano brillantini o una corona (senza candele) nei capelli e brillantini o un nastro rosso decorativo in vita.  Lucia viene preceduta da servitrici (“tärnor“), ragazzi delle stelle (“stjärngossar“) e omini di pan di zenzero (“pepparkaksgubbar”). Se ci sono bambini all’interno della processione, possono travestirsi da elfi (“tomtenissar“). 

Lucia porta non solo la luce, ma anche il pan di zenzero e un panino allo zafferano a forma di S, che viene chiamato lussekatt.  Inoltre, in occasione della festa, si beve il glögg (“vin brulé”), servito con mandorle e uvetta o il caffè.  

La tradizione di Santa Lucia è molto diversa, in Italia. In alcune zone del nord Italia, è Santa Lucia a portare i regali, e non Babbo Natale. La notte di Santa Lucia, allora, i bambini devono andare a letto presto e non alzarsi per nessun motivo. Se lo faranno, potrebbero incontrare Santa Lucia, la quale non dev’essere vista da nessuno: chi lo fa, riceverà della cenere negli occhi e diventerà cieco, proprio come la santa. In Sicilia, invece, Santa Lucia viene festeggiata con chili di arancine: in quel giorno, infatti, non si mangia né pasta né pane. Questa tradizione è legata ad una leggenda che si tramanda da generazioni. La città di Siracusa, nel diciottesimo secolo, fu colpita da una gravissima carestia, e proprio quando la popolazione era allo stremo, arrivò in città una nave carica di grano. Siccome non c’era tempo di lavorarlo, venne subito bollito e mangiato. Da allora, il 13 dicembre in Sicilia non si mangiano prodotti derivanti dalla lavorazione del grano, per commemorare l’episodio. Il piatto tipo di questa festa è la cuccìa, che varia a seconda della zona: a Palermo e Siracusa, per esempio, è un dolce composto da grano bollito, ricotta, gocce di cioccolato, frutta candita e cannella mentre a Caltanissetta è una minestra con grano cotto e ceci lessati.

Espressioni di augurio: Al contrario di altre feste invernali nel mondo, non c’è un specifico modo di fare gli auguri a Santa Lucia.

5. Giorno del Bodhi (Giorno del Risveglio)

Cos’è: In occasione del Bodhi si festeggia il giorno in cui Siddhartha Gautama (Buddha) si sedette sotto l’albero di Bodhi e raggiunse l’illuminazione. Questo momento decisivo è diventato il fondamento centrale su cui è stato costruito il buddismo negli ultimi 2.500 anni. Si tratta di un giorno in cui i seguaci rinnovano la loro dedizione al buddismo. 

Chi lo festeggia e dove: Le persone buddiste in tutto il mondo

Quando: In Vietnam, Tibet, Bhutan, Taiwan, Repubblica Popolare Cinese e Corea ha luogo l’ottavo giorno del dodicesimo mese del calendario lunare (che cambia ogni anno); in Giappone l’8 dicembre di ogni anno. 

Come si festeggia: Viene festeggiato il fondatore della fede buddista e questo giorno rispecchia il cammino verso l’illuminazione. Non c’è una parata o una festa speciale che celebra il nome di Buddha per le strade della città. Alcuni decorano un albero di Bodhi, un ficus che viene addobbato con perline e con luci colorate, simile all’albero di Natale del cristianesimo. 

Molti aggiungono decorazioni riflettenti che rappresentano i tre tesori del buddismo: Buddha, Dharma (l’insegnamento del Buddha) e Sangha (la comunità). Per la maggior parte delle persone si tratta di un giorno di meditazione. Alcune persone visitano gli stupa (i santuari). Presso alcune famiglie vengono serviti speciali biscotti a forma di alberi del Bodhi o delle sue foglie a forma di cuore. 

Espressioni di augurio:

  • Happy Bodhi Day; Blessed Bodhi Day (“Felice/benedetto giorno del Bodhi!”). 
  • Chi segue gli insegnamenti del Buddha saluta con Budu saranai! (che in cingalese significa “Che la pace del Buddha sia la tua”).

6. La festa di Dongzhi 

Cos’è: Così come Kwanzaa, anche questa festa si distingue dalle altre feste invernali nel mondo per l’assenza del carattere religioso. Dong Zhi (in cinese: 冬至; “solstizio d’inverno”, letteralmente: “inverno estremo”), infatti, è una festa tradizionale cinese, che ha avuto inizio nel periodo della dinastia Han. La festa è incentrata sul solstizio d’inverno e sull’equilibrio tra yin, le proprietà negative del buio e del freddo, e lo yang, le proprietà della luce e del calore. 

Dove si festeggia: Cina, Taiwan, Giappone, Corea, Vietnam

Quando si festeggia: Durante il solstizio d’inverno, in un giorno compreso tra il 21 e il 23 dicembre 

Come si festeggia: Questa giornata viene celebrata con la venerazione del cielo e degli antenati. Tradizionalmente, la festa di Dongzhi è un momento dell’anno in cui la famiglia si riunisce. Tra le attività che hanno luogo nel corso di queste riunioni (specialmente nelle parti meridionali della Cina e nelle comunità cinesi all’estero) ci sono la preparazione e il consumo dei tangyuan (湯圓), ossia palline di farina di riso glutinoso, un simbolo di riunione. Queste vengono spesso servite accompagnate da un vino di riso non filtrato, leggermente alcolico, che contiene chicchi di riso glutinato (e spesso fiori di osmanto dolci), noto come jiuniang. 

Il pasto della festa ricorda ai festeggiati che hanno un anno in più e che, nel corso di quello che verrà, dovrebbero comportarsi meglio. Ancora oggi molti cinesi nel mondo, in particolar modo quelli più anziani, sottolineano il fatto di essere “un anno più vecchi” dopo la festa di Donghzi, invece di attendere fino all’inizio dell’anno lunare. 

In Taiwan, c’è l’usanza di offrire torte a nove piani come omaggio cerimoniale per celebrare gli antenati. Queste torte sono fatte di farina di riso glutinoso e sono a forma di animali, come ad esempio polli, anatre, maiali e altri animali che, secondo la tradizione cinese, portano fortuna. 

Espressioni di augurio:

  • 冬至快乐 o 冬至快樂, Dōng zhì kuài lè (che in mandarino significa “Felice Dong Zhi”).

7. Yalda

Cos’è: La notte di Yalda, in persiano Schab-e Yaldā (شب يلدا, “Notte della nascita”, parola composta dal persiano šab, “notte” e dall’aramaico yaldā, “nascita”), è una festa iraniana che viene celebrata nella notte più lunga e più buia dell’anno. Nell’antica tradizione persiana, nella notte di Yalda, il sovrano scendeva dal trono e si recava nel deserto. Mandava in vacanza i servi e le guardie e andava in un villaggio, per trascorrere la notte con semplici contadini e per ascoltarli. 

Dove si festeggia: Afghanistan, Iran e Tagikistan

Quando si festeggia: Nella notte tra il 21 e il 22 dicembre (che negli anni bisestili diventa la notte tra il 20 e il 21 dicembre).  

Come si festeggia: Nella notte di Yalda, gli amici e i parenti si ritrovano nelle case dei più anziani, dove festeggiano insieme tutta la notte.  Tradizionalmente vengono consumati soprattutto angurie, melograni, frutta secca e uva rossa, conservati in ciotole di ceramica a chiusura ermetica (kongina, کنگينه ). Questo tipo di frutta di solito matura in Iran nei mesi di maggio, giugno, luglio e agosto e viene conservata e accumulata con cura per la notte di Yalda. 

In special modo nelle zone rurali, c’è ancora l’usanza di accendere fuochi nella notte di Yalda. Il fuoco, in questo contesto, rappresenta metaforicamente la vittoria della luce sulle tenebre. 

Se le singole caratteristiche della festa variano a seconda delle regioni dell’Iran, la lettura, le profezie e le interpretazioni del futuro (Fal-e Hafez, فال حافظ ) dalla raccolta di poesie (in persiano:
Diwan) del celebre poeta persiano Hafez rimangono un momento immancabile, che si trascorre di solito seduti attorno al korsi (tavolo quadrato e basso tipicamente persiano).

Espressioni di augurio:

  • شب یلدا مبارک, Shabe Yalda Mobarak (che in persiano significa “Buona notte di Yalda!”). 

8. Las Posadas

Cos’è: Las Posadas ha origine dalla parola spagnola posada (“locanda” o “alloggio”), che si riferisce alla storia della natività. Il nome è declinato al plurale perché la festa, che ha luogo nel corso del periodo natalizio, dura nove giorni, che simboleggiano i nove mesi di gravidanza di Maria, la madre di Gesù Cristo. I missionari cattolici hanno importato questa tradizione dalla Spagna al Messico nel 1500. 

Chi la festeggia e dove: Viene festeggiata soprattutto in America Latina, Messico, Guatemala, Cuba, Spagna e dagli ispanici negli Stati Uniti. La tradizione affonda le sue radici nel cattolicesimo, anche se viene comunque seguita anche dai latinos protestanti. 

Quando si festeggia: Dal 16 al 24 dicembre

Come: Nel contesto delle celebrazioni natalizie, vengono tenute le cosiddette posadas per la famiglia, gli amici e i vicini. Una posada è una rievocazione del pellegrinaggio dei pellegrini (los peregrinos), ossia Maria e Giuseppe, quando erano alla ricerca di una stanza a Betlemme.  

Nella rievocazione, coloro che ospitano la posada interpretano il ruolo dei locandieri. Ogni gruppo tiene in mano delle candele accese e, a turno, canta dei versi. Poi i locandieri aprono la porta e accolgono i pellegrini. Un posada-party non è solo caratterizzato dai riti tradizionali, ma anche da un’allegra riunione, da cibi autentici e da divertimento per tutta la famiglia; ci sono anche speciali bevande natalizie (ponche con piquete, un punch caldo alla frutta) e una piñata piena di dolcetti. 

Le piñatas messicane tradizionali, che vengono offerte non solo a Natale, ma anche per i compleanni o altre celebrazioni, sono a forma di stella a sette punte, sono fatte di cartone e cartapesta e decorate con carta crespa.  Le sette punte simboleggiano i sette peccati capitali; il “peccatore”, che ha gli occhi bendati, li deve distruggere. Nella speranza di eliminare i peccati, cerca di colpire la piñata che ondeggia con un bastone e di romperla al centro, ottenendo così le “benedizioni” (ovvero i dolcetti). 

Anche andare alla messa della Vigilia di Natale  (Misa de Aguinaldo o Misa de Gallo) fa parte della tradizione.  

Espressioni di augurio:

  • ¡Feliz Navidad! (“Buon Natale!”)
  • ¡Felices fiestas! (“Buone feste!”)

9. Pancha Ganapati

Cos’è: Chiudiamo questa rassegna delle feste invernali nel mondo con Pancha Ganapati, una festività induista in onore del dio Ganesha, patrono della saggezza, delle scienze e delle arti. Il nome della festa, in origine, indicava una forma particolare di culto del dio Ganesha che, nella varietà linguistica del subcontinente indiano, viene anche chiamato Ganapati.  Questo nome molto amato dal popolo significa letteralmente “Signore degli eserciti”. Inoltre, l’amore per il cibo che viene attribuito a Ganesha o Ganapati, ha sicuramente contribuito al suo ruolo di rilievo all’interno di questa festa, che è anche decisamente incentrata sull’aspetto culinario.  Dato che Ganesha viene anche considerato il dio degli inizi, questa festa incoraggia a lasciare andare i vecchi errori e infonde nei credenti la forza per intraprendere nuovi inizi. 

Chi lo festeggia e dove: Si celebra soprattutto in India, ma anche tra gli induisti in tutto il mondo 

Quando si festeggia: Dal 21 al 25 dicembre

Come si festeggia: Le celebrazioni di Pancha Ganapati mostrano grosse somiglianze con il Natale occidentale e in effetti, tra le feste invernali nel mondo, questa è quella che assomiglia di più a quella che si festeggia nel mondo occidentale. Per gli indù moderni, Pancha Ganapati è oggi un momento di festa da trascorrere in famiglia. Vengono distribuiti regali e sono soprattutto i bambini ad essere al centro dell’attenzione. I regali fatti in casa vengono particolarmente apprezzati. Tradizionalmente, per onorare il dio Ganesha o Ganapati, viene eretta una teca di legno o di bronzo nel soggiorno di ciascuna famiglia, con una statua o almeno un’immagine del dio dalla testa di elefante. È qui che hanno luogo gli omaggi e le preghiere (Pujas) quotidiani. Tradizionalmente queste vengono accompagnate da dolcetti.  Ci sono anche molti canti. 

Ogni giorno della festa ha il suo colore, che simboleggia un tema. Il primo giorno è giallo e, parlando con la famiglia, si discutono i comportamenti sbagliati. Il secondo giorno è blu e la riappacificazione si estende alle persone vicine e amiche.  Il terzo giorno è rosso ed è legato all’armonia nel campo delle relazioni d’affari e sulla terra in generale. Il quarto giorno, verde, ha a che fare con l’arte e ospita canti, musica e danze. L’ultimo giorno, arancione, riguarda l’armonia e i buoni propositi.

Espressioni di augurio:

  • Happy Pancha Ganapati! (“Buon Pancha Ganapati!”)

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Questo articolo è apparso originariamente nell’edizione tedesca di Babbel Magazine.



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