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Earth Day 2021: 10 consigli in inglese per essere più green

Siete preoccupati per le sorti del nostro pianeta? Oppure non ve ne importa nulla ma non volete morire in una nube di microplastiche e rifiuti tossici? Ecco 10 suggerimenti su come essere più green, conditi con parole in inglese utili in questo ambito!
Earth Day 2021: 10 consigli in inglese per essere più green

Milanesi, gioite, grazie agli sforzi comuni per essere il meno green (ecosostenibile) possibile, i vostri sogni di gloria stanno per essere coronati. Tra poco più di 80 anni la vostra città affaccerà sul mare e sarà probabilmente diventata capitale d’Italia! Roma, infatti, così come gran parte di Puglia, Sicilia, Veneto ed Emilia Romagna saranno completamente sommerse, e con Napoli diventata un’isola, potrete primeggiare indiscussi! Solo voi, d’altronde, avete il temperamento per fronteggiare i 300 milioni di migranti climatici che si riverseranno anche sulla nostra penisola! (che sarà diventata un arcipelago)

Che inizio soft! Eppure non si tratta dell’ennesimo film distopico in stile 1984 o Matrix, bensì una previsione di cosa potrebbe succedere tra qualche decennio se non riduciamo le nostre emissioni.
Ma non tutto è perduto! Questo scenario catastrofico è ancora evitabile (un orologio a Times Square scandisce i 7 anni di tempo che abbiamo per arginare il disastro), e tutti possiamo fare la nostra parte.
Scopriamo insieme come essere più green o ecofriendly, con uno degli argomenti più hot -letteralmente…- del momento, imparando anche i relativi vocaboli in inglese, che talvolta la nostra lingua prende in prestito!

Prima di iniziare, vi suggerirei di controllare quant’è la vostra Carbon Footprint (impronta di carbonio/ impronta ecologica), ovvero quanto CO2 producete ogni anno, in inglese o in italiano. Rimarrete stupiti!
Se tutti vivessero come me, ad esempio, e mi considero un’ecologista, servirebbero 2.36 pianeti… Sarebbe a dire, ogni anno consumo le risorse che il pianeta mi renderebbe disponibili in 2.36 anni.

1. Re-usable bottle

Penserete, “ma sì, è solo una bottiglietta d’acqua”. Sbagliato. Questi piccoli oggetti satanici, pur rappresentando un’enorme (e sostituibile) comodità, sono ormai diventati una maledizione. Il costo ambientale per produrre e smaltire le bottiglie di plastica è infatti elevatissimo, infatti tali processi rilasciano nell’atmosfera sostanze tossiche.
L’acqua del rubinetto è inoltre generalmente più sana per la nostra salute, infatti le infatti l’acqua contenuta nelle bottigliette è spesso contaminata da microplastiche e sostanze tossiche. Perchè non prendere esempio dai paesi anglofoni, dove al ristorante è comune ordinare una semplice caraffa di tap water (acqua del rubinetto), anche un bel risparmio!

Nel caso ancora non l’aveste capito, le bottiglie di plastica sono terribilmente out, fuori-moda, e completamente uno spreco. In me causano piccole crisi di shock post-traumatico.
Un’ottima soluzione per essere più green sono le re-usable bottles, borracce in vari materiali che tengono l’acqua fresca, non inquinano e sono anche più carine di quei tremendi oggetti di plastica antiestetici!
E non azzardatevi a trovare scuse! Se per caso l’acqua di casa vostra non è buona, basterà comprare un filtro (water filter) apposito.

2. Plastic

Naturalmente le bottigliette altro non sono che la punta dell’iceberg di un problema ben più grande, quello della plastica (plastic). Noi siamo invece come i passeggeri del Titanic: mentre ci andiamo a sbattere contro, continuiamo ignari nelle nostre attività mondane.
Ogni anno in Italia si producono circa 400 milioni di tonnellate di plastica, 53 kg per ogni abitante, che finisce quasi interamente negli oceani, rilasciando invisibili microplastiche. Peccato, a me piaceva così tanto il pesce…

Le soluzioni per essere più green, in questo caso, sono molteplici, ma possono essere racchiuse in un motto che per me è ormai diventato come un mantra: evitate la plastica! Prediligete imballaggi di altri materiali, saponette e shampoo solidi, portatevi le buste da casa quando andate a fare la spesa, usate la moka invece delle cialde monouso!

3. Waste sorting

Se state pensando di farla franca e continuare a utilizzare la plastica a tutto andare e poi riciclarla, ripensateci! La plastica riciclata è solo il 15%, e il resto viene bruciato o disperso nell’ambiente. Non è così carino per la nostra pelle e polmoni no?
Waste sorting (fare la raccolta differenziata) è comunque imperativo per tutti i materiali, ormai sinonimo di buonsenso e civiltà! Riciclare (recycling) i materiali ed essere così più ecofriendly è di una facilità inaudita.
Se non sapete come fare, niente paura, su internet è pieno di guide come questa che possono spiegarvi ogni step della raccolta differenziata.
Naturalmente la regola è sempre la stessa, prevenire è meglio che curare: evitate imballaggi e oggetti superflui!

4. Menstrual cup/re-usable razor

A proposito dell’evitare oggetti superflui, care donne, gli assorbenti usa e getta sono tra i tanti oggetti demoniaci (o forse le mestruazioni in the first place…), corrispondendo al 2.5% dei rifiuti urbani!
Le soluzioni ecofriendly per avere delle mestruazioni (l’odiatissimo period) a impatto zero sono numerosissime: dalla praticissima menstrual cup (coppetta mestruale), ad assorbenti lavabili o biodegradabili. Anche il risparmio economico sarà altissimo!

E voi, uomini, non pensate di scamparla! Se madre (o padre?) natura vi ha fatto il dono di essere period-free, vi ha in compenso donato una bella gatta da pelare tutte le mattine: la barba (beard). Passando a rasoi riutilizzabili (re-usable razors) in acciaio (steel), anche il vostro impatto ambientale si ridurrà notevolmente!

5. BIO-products & food miles

Sempre sull’onda del passare a prodotti più green, il bio è ormai praticamente un must.
I prodotti bio (bio-products) derivano da risorse rinnovabili e biologiche: dalla carta alla bioplastica (allora una soluzione c’è), sono la scelta perfetta per essere più green.
Anche i prodotti alimentari bio e kilometro 0 (food miles) costituiscono un acquisto più ecofriendly e sono inoltre molto più salutari (e buoni), non contenendo tutti i pesticidi e le microplastiche di quelli normali!
Controllate sempre la provenienza dei prodotti che comprate, e prediligete quelli che provengono da più vicino! E se proprio volete frutta esotica, come l’avocado, scegliete quelli coltivati in Sicilia o Spagna piuttosto che in Sud America!

6. Second-hand clothes & fleah markets

Un’altra scelta ecofriendly è quella di comprare vestiti di seconda mano (second-hand clothes), o almeno di piccoli produttori. I vestiti di seconda mano stanno diventando sempre più in, mentre quelli delle grandi marche terribilmente out e dozzinali. La maggior parte dei grandi stilisti e modelle/i segue ormai questa filosofia: il vintage è più cool che mai!

Stanno diventando sempre più numerosi i negozi che rivendono vestiti usati, inoltre i fleah markets (mercatini delle pulci) sono ormai una vera e propria meta di pellegrinaggio in tutto il mondo. Da Berlino a Londra, le domeniche sono completamente monopolizzate da bancarelle e mercatini, in un’atmosfera ben più amichevole che quella di un grande magazzino (department store)!

7. Bicycles

E come recarsi in questi mercatini? Le scelte per essere più green sono numerosissime: dai cari vecchi piedi se abitate in una piccola città, a mezzi pubblici (public transports), auto elettriche (electric cars) o biciclette (bycicles)!
Personalmente, ritengo le biciclette la scelta migliore: oltre ad essere molto economiche, consentono di fare esercizio fisico e sono spesso il modo di spostarsi più veloci! E credetemi, io a pedalare sono un bradipo.
È giunto il momento di adeguarsi agli standard imposti da Londra, Amsterdam, Berlino e Oslo, tutti posti ben più freddi del caro bel Paese!

8. Renewable energy

Le auto elettriche ci portano dritti verso il discorso dell’energia più sostenibile o rinnovabile! Per essere più green, un altro step molto importante è quello di passare all’energia rinnovabile (renewable energy). Prediligete auto elettriche, se potete montate pannelli solari, e soprattutto chiedete ai vostri politici e aziende di fiducia di implementare questo semplice passaggio, che consente un risparmio economico enorme!
Non è facile, ahimè, ma l’unione fa la forza!

9. Meat consumption

Una delle questioni più dibattute e forse anche più facili da implementare è invece il consumo della carne (meat consumption).
é ormai risaputo che l’allevamento di animali da macello è una delle fonti principali dell’inquinamento, causando da solo il 15% del totale delle emissioni di gas serra e portando alla riduzione della biodiversità. Come se non bastasse, la nostra amata carne aumenta notevolmente il rischio di cancro, diabete, infarto e problemi cardiovascolari. Questo rischio aumenta se comprate carne da allevamenti intensivi, ricca di antibiotici e ormoni.

Io stessa, da buona piemontese, non riesco a fare a meno del mio amato vitello tonnato, ma come tutto ridurre è già un buon passo avanti. La carne di pollo e tacchino, inoltre, fa meno male alla salute e inquina significativamente meno di quella di maiale e manzo, ed è dunque consigliata per essere un po’ più green. Una soluzione più flexitarian (vegariano flessibile) è la migliore, che ne dite?

10. Airplanes

Dulcis in fundo, ecco la mazzata finale.
Gli aerei (airplanes) meritano una sezione a loro interamente dedicata, essendo il mezzo di trasporto di gran lunga più inquinante (e onestamente, anche scomodo) di tutti. Volare produce 285 grammi di CO2 per passeggero per ogni km percorso, mentre un’auto ne produce 42.
Per essere più green lungo tratte brevi, cercate di prendere il treno, molto più comodo e confortevole (in aereo non si può neanche usare internet). Grazie al cielo, viviamo in un Paese dove l’alta velocità sta facendo grossi passi avanti, e in un continente dove tutti i luoghi sono mediamente vicini.
Personalmente, vivendo a Torino trovo che andare a Roma ma anche a Parigi sia più comodo e veloce in treno che in aereo!

Allora? Vi sono venuti i sudori freddi (cold feet)? Per salvaguardare il nostro futuro, quello dei nostri figli, dei figli dei nostri figli e dei nipoti dei nostri figli è necessaria la collaborazione quotidiana di ogni singola persona. Allora, un po’ di hummus per pranzo al posto dell’arrosto domenica? Tirate fuori la borraccia nelle vostre scampagnate e diamoci da fare, abbiamo ancora 7 anni, 3 mesi, 2 giorni 3 ore 16 minuti e 23 secondi, 22, 21, 20, 19…

Imparare l'inglese con Babbel
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Paola Liberati
Studentessa di European Studies a Londra, Paola passa le sue giornate a dispensare sapere sulla sua amata madrepatria, l'Italia. Oltre ad essere una divoratrice di romanzi e libri fantasy (scusatela per questo suo lato nerd), ama improvvisarsi critica culinaria, discutere di politica e battersi per cause perse. Il suo lato avventuroso ed artistico l'ha portata alla volta di Berlino per il suo erasmus.
Studentessa di European Studies a Londra, Paola passa le sue giornate a dispensare sapere sulla sua amata madrepatria, l'Italia. Oltre ad essere una divoratrice di romanzi e libri fantasy (scusatela per questo suo lato nerd), ama improvvisarsi critica culinaria, discutere di politica e battersi per cause perse. Il suo lato avventuroso ed artistico l'ha portata alla volta di Berlino per il suo erasmus.

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